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Arte e Design

  • BRUNELLA ROSSI – ALL’IMPROVVISO

    Come una scultura da parete, in questo “bassorilievo materico” fatto di sabbie e bianchi marmi italiani, irrompe “all’improvviso” un tratto impetuoso, una piccola finestra di rosso di cadmio che impone prepotentemente la sua luce all’occhio di chi guarda.

  • BRUNELLA ROSSI – ARENARIE

    La materia è predominante. Liscia o striata, oscura o dorata, trasparente o opaca, è in grado di suggerire immagini di terre e di cieli, di deserti e di mari.

  • BRUNELLA ROSSI – CERTI MOMENTI

    Qui le sabbie, le polveri di marmo e il pigmento rosso di cadmio, assemblati secondo una logica personale e riconoscibile su una tela di cotone usata come fosse un muro, raccontano la storia che ciascuno può scegliere.

  • BRUNELLA ROSSI – L’ULTIMA NEVE

    Come la neve modella il paesaggio rivelando rilievi e contorni attraverso un turbine di fiocchi che cadono in modo apparentemente anarchico, così l’artista modella la sua tela governando sapientemente quel materiale per sua natura indisciplinato e apparentemente ingovernabile fatto di “fiocchi” di sabbia e polveri di marmo.

  • BRUNELLA ROSSI – PUNTI DI VISTA

    Il cromatismo della materia, con la tavolozza di colori delle sostanze che l’artista usa nelle loro più svariate sfumature, sostituisce a tutti gli effetti nel lavoro dell’artista i colori dei “tubetti”.

  • BRUNELLA ROSSI – VERSO LA LUCE BIANCA

    Spatola e mani. Pressione e delicatezza. Ricerca della perfezione di una superficie liscia e necessità di rendere la stessa imprecisa e ferita da rilievi e tagli.

  • BRUNO VENTURELLI – TEMPESTIVO

    Le Clessidre di Venturelli non sono strumenti precisi per misurare il tempo, ma oggetti simbolici e ornamentali da osservare e interpretare a seconda della propria predisposizione d’animo o delle proprie convinzioni filosofiche.

    L’ampolla è realizzata a mano libera in vetro soffiato a lume. La sabbia incontrando gli spuntoni di vetro interni crea un piacevole e rilassante tintinnio.

  • BRUNO VENTURELLI – TEMPO DI POSA

    L’impatto è straordinario. Una struttura che può arrivare a due metri e mezzo di altezza per uno di larghezza, che ti sovrasta non solo come un simbolo del tempo che incombe, ma soprattutto come una improbabile enorme mutazione di quei piccoli oggetti che siamo abituati a possedere o a vedere nelle botteghe artigiane.
    Questa Clessidra, più di qualsiasi orologio moderno, costringe chi la guarda a fermarsi a pensare a ciò che rappresenta lo scorrere del tempo, lento o veloce che sia.
    Un’opera unica nel suo genere, destinata esclusivamente a collezionisti o cultori dell’oggetto.

  • BRUNO VENTURELLI – TEMPO TERRESTRE

    Nell’interpretazione di Venturelli la Clessidra diventa un insieme organizzato di parti metalliche, bulloni, viti, molle, vetri e sabbie, il cui fondersi armonico genera più un’opera d’arte che un lavoro di alta artigianalità.

    Ampolla realizzata a mano libera in vetro soffiato a lume. La sabbia che scende incontra gli spuntoni interni in vetro creando un piacevole e rilassante tintinnio.

  • BRUNO VENTURELLI – TEMPO UNIVERSALE

    La passione di Bruno Venturelli per le clessidre gli permette di sposare la concretezza dei materiali e della manualità al più astratto dei concetti: il tempo.

    L’ampolla è realizzata a mano libera in vetro soffiato a lume. La sabbia scendendo incontra gli spuntoni interni in vetro e crea un piacevole e rilassante tintinnio.

  • ENRICA MERLO – LE LEGGI DI SUA MAESTÀ

    Questo modello è una rappresentazione del libro originario “”LEGGI E COSTITUZIONI DI SUA MAESTÀ””, edito a Torino a cura della Stamperia Reale nell’anno 1770, in due tomi.

    I due libri sono realizzati in carta, in cartone vegetale la struttura interna degli elementi, in cartoncino colorato la superficie visibile, in acetato i frontespizi dei volumi: il taglio della carta è manuale e l’assemblaggio degli elementi è realizzato a colla (con adesivo a contatto universale, a base di gomma poliuretanica, resine sintetiche e solventi).

  • ENRICA MERLO – ALZAIA

    Questo modello è la rappresentazione di un edificio tipico dell’alzaia di un naviglio urbano, ispirato a quelli esistenti in prossimità dei navigli milanesi, esempi di complesso architettonico/funzionale che fu di grande importanza fino a metà del XX secolo. Il canale d’acqua/specchio riflette parzialmente l’alzato, ne arricchisce l’immagine compositiva e insieme allude all’antica complessità di quel sistema.

  • ENRICA MERLO – F.R.

    Questo modello è la rappresentazione del fronte su strada di un edificio tipico della Milano di inizio ‘900.

    La scena è realizzata in carta, in cartone vegetale la struttura interna degli elementi e in cartoncino colorato la superficie visibile: il taglio della carta è manuale e l’assemblaggio degli elementi è realizzato a colla (con adesivo a contatto universale, a base di gomma poliuretanica, resine sintetiche e solventi).

  • Lampada “Shell” piccola – VESTA

    Lampada piccola in cristallo acrilico.

    Disponibile in due finiture satinata (color bianco o nero) e specchio (color blu , oro, argento, rame)

    Dimensioni cm 19 x 7 x 19 h. Lampadina E14 40 W.

  • MICHELE RANZANI – LIBRI, STUDIO IV

    Libri antichi o vintage il cui colore scalda chi li osserva, con l’usura che ne ha smussato gli angoli, spezzato le pagine, logorato i dorsetti in quanto parte della loro vita, perché la loro vita è anche quella di chi lo ha sfogliato. Libri così lontani dalla concezione odierna, eppure così eterni nella loro simbologia di oggetti.

    La fotografia di Michele Ranzani ha con una spiccata valenza pittorica, acuita dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone e dall’elaborazione digitale originale e perfezionata nel corso degli anni.

  • MICHELE RANZANI – LIBRI, STUDIO IX

    Libri antichi o vintage il cui colore scalda chi li osserva, con l’usura che ne ha smussato gli angoli, spezzato le pagine, logorato i dorsetti in quanto parte della loro vita, perché la loro vita è anche quella di chi lo ha sfogliato. Libri così lontani dalla concezione odierna, eppure così eterni nella loro simbologia di oggetti.

    La fotografia di Michele Ranzani ha una spiccata valenza pittorica, acuita dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone e dall’elaborazione digitale originale e perfezionata nel corso degli anni.

  • MICHELE RANZANI – LIBRI, STUDIO V

    Libri antichi o vintage il cui colore scalda chi li osserva, con l’usura che ne ha smussato gli angoli, spezzato le pagine, logorato i dorsetti in quanto parte della loro vita, perché la loro vita è anche quella di chi lo ha sfogliato. Libri così lontani dalla concezione odierna, eppure così eterni nella loro simbologia di oggetti.

    La fotografia di Michele Ranzani ha una spiccata valenza pittorica, acuita dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone e dall’elaborazione digitale originale e perfezionata nel corso degli anni.

  • MICHELE RANZANI – LIBRI, STUDIO VIII

    Libri antichi o vintage il cui colore scalda chi li osserva, con l’usura che ne ha smussato gli angoli, spezzato le pagine, logorato i dorsetti in quanto parte della loro vita, perché la loro vita è anche quella di chi lo ha sfogliato. Libri così lontani dalla concezione odierna, eppure così eterni nella loro simbologia di oggetti.

    La fotografia di Michele Ranzani ha una spiccata valenza pittorica, acuita dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone e dall’elaborazione digitale originale e perfezionata nel corso degli anni.

  • MICHELE RANZANI – MILANO, ARCHITETTURA

    Il progetto “Architettura” non riguarda un determinato stile architettonico, ma l’attimo di rivelazione che può rappresentare anche solo un dettaglio, un taglio d’immagine o particolari accostamenti cromatico-chiaroscurali nascosti nel linguaggio immobile del costruito, sia esso antico che moderno.

    Lo stile espressivo che caratterizza la fotografia di Michele Ranzani è una spiccata valenza pittorica, acuita sicuramente dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone, ma anche e soprattutto dall’elaborazione digitale personalmente sperimentata nel corso degli anni.

  • MICHELE RANZANI – MILANO, SEMAFORI

    Finestre, semafori, colonne, elementi Liberty o razionalisti formano il tessuto dell’edificio, tutt’altro che prosaico, quasi epidermide cromatica e “ridipinta” in chiave onirica.

    Lo stile espressivo che caratterizza la fotografia di Michele Ranzani è una spiccata valenza pittorica, acuita sicuramente dall’utilizzo di carte “fine art” 100% cotone, ma anche e soprattutto dall’elaborazione digitale personalmente sperimentata nel corso degli anni.

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